Indice / PŰrmbajtje / del volume


Oggetto metodo e fine della ricerca
Parte prima:
Descrizionecome si fa il cacio pecorino -
nomenclatura sul pastore (vestiario-arnesi ed utensili) e
sugli animali
Parte seconda:

Costellazioni: le Pleiadi - L'Aratro - Il Cocchio - La Stella del mattino e dellassera - la Luna
Parte terza:
Il pastore e il lavoro: come si preparal'otre , la zampogna, la forma di giunco, il caglio, il bastone, i cosciali dipelle; come si tosano le pecore; come curare il formaggio; come si ammaestrail pecorone
Parte quarta:
Il pastore e la natura: la mosca che defecavermi, l'ovile montano, i lupi della manfriana
Parte quinta:
Malattiedelle pecore e loro rimedi
Parte sesta:
Racconti sulla pastorizia:il corvo che spaventa il gregge, il colubro ucciso, lo spirito del defunto inun cagnolino, S. Pietro e il pecoraio, il cane che parla in maniera umana
Partesettima:
Questionario sul mondo della pastorizia
Parte ottava:
Detti sulla pastorizia
Parte nona:
Canti sulla pastorizia- trascrizione di 36 canzoni
Parte decima:
Lista base di 333 toponomidi Frascineto
Parte undicesima:
Altre liste sui toponomi di Frascineto
Nota bibliografica
Indice analitico


OGGETTO METODO E FINE DELLA RICERCA

La presente ricerca etnografica sulla
pastorizia a frascineto Ŕ stata pubblicata a puntate , dal 1964 al 1971 , nella rivista  <<Shejzat>> fondata e diretta dal prof. Ernesto Koliqi ed edita sotto gli auspici dell'Istitutodi Studi Albanesi dell'UniversitÓ di Roma . Con la scomparsa del suo fondatoreavvenuta il 15 Gennaio 1975 , <<Shejzat>>  cesso la sua benemeritaattivitÓ culturale tra gli albanesi , lontani dalla madre Patria .
Duranteil periodo dei nostri studi universitari , presso la Pontificia UniversitÓGregoriana di Roma , il Prof .E . Koliqi , settimanalmente  , venivaad impartire lezioni di Lingua e Letteratura Albanese ai giovani Italo - Albanesidi Calabria e Sicilia .
Si spiega cosý la nostra adesione a collaborarecol Koliqi , il primo che , nell'immediato dopoguerra , tramite <<Shejzat>> , scoprý molti studiosi arbereshe , sparsi nel Mondo , facendo in tal modo conoscereed apprezzare dovunque le peculiaritÓ del popolo albanese .

Lo scopo della ristampa anastatica del materiale sulla pastorizia Ŕ di ergere un monumento, forse anomalo , alla strordinaria e poliedrica cultura dei nostri genitori pastori, dando finalmente voce a chi nel passato non l'ha  ma avuta e cercandodi delineare un volto umano a chi si vergogna perfino di parlare davanti al<<padrone>> , per paura di sbagliare e di essere bastonato . I pastoridi greggi sono e rimarranno sempre con noi e tra noi . La loro cultura ,indebbitamente e in modo provocatorio classificata dagli antropologi come <<analfabeta>>, resta sempre valida  . Soprattutto oggi .
 
ANTONIO BELLUSCI, La Pastorizia nei testi originali italo-albanesi con traduzione italiana- Ricerca etnografica tra gli albanesi di Frascineto in provincia di Cosenza.
Ediz.Centro Ricerche "G. Kastriota", Cosenza, 1991 , ril., pp. 144, f. 24 per17,
Euro 30,00

Questo studio sulla pastorizia ha richiesto quasi quindici anni di indaginesul campo. Le prime pubblicazioni del Bellusci sull'argomento sono apparsenella rivista "Shejzat", Roma, del prof. Ernesto Koliqi.
E' la prima voltache si pubblica, nel pianeta italo-albanese, un libro sulla pastorizia , praticatatra le alture del Monte Pollino in Calabria.
La pastorizia
                                                                        
Frascineto Ŕ un paese italo - albanese , in provincia di Cosenza . Eianina , frazione, formata attualmente da un solo  agglomerato urbano col Centro pi¨ popoloso. Il pese Ŕ di rito Bizantino e fÓ parte dell'Eparchia Italo - Albanesidi Lungro (Cosenza) . Gli albanesi che hanno fondato o ripopolato il paese nelsecolo XV , provenivano dall'Epiro e dalle regione dell'Ellade .
Per spiegare, almeno in parte , i motivi che ci anno indotto in questa dettagliattarecognizione sulla pastorizia, dobbiamo sinteticamente dire che nostro padre, Bellusci giovanni , di professione pastore partiý volontario per l'Africa Orientalenel 1937. Il nonno paterno Bellusci Antonio e quello materno PolicastroTommaso , ci portarono appresso al logo gregge , come garzone. Una fanciullezza, quindi, vissutacoi pastori e feconda di preziose e indelebili esperienze di vita. Un mondointensamente amato , quello della pastorizia , nel suo pesante lavoro, nel'irresistibileincanto del suo territorio , nella serenitÓ del quotidiano peregrinaree nell'avvertita responsabilitÓ di dover difendere il gregge , unica fontedi sostentamento e di progresso .
Per il pastore il gregge Ŕ come una secondafamiglia , viglianza costante per proteggerlo dai lupi, dalle malattie e dalleintemperie. La sua genialitÓ Ŕ multiforme . Riuscire a
decifrare gliastri della notte . Presagire l'arrivo della pioggia , della neve e delle tempeste. Coltivare e coltivare il ginco per ricavarne forme per il cacio e la ricotta. Conciare il pellame per confezionare giubboni , cambali , sandali di cuoioe lacci .
Diagnosticare con competenza le malattie di pecore , capree cani ed essere in frado di prestare subito i rimedi necessari .
Il pastorevive in sintonia col proprio ambiente , che mantiene in vita se stesso ed ilproprio gregge .
Un territorio brullo quotidianamente animato da entitÓsconosciute , ma amiche , viventi e dialoganti tra i boschi
Frascineto 1963 .Il biconciolo , i cucchiaio di legno ed i contenitori di giuco perla ricotta e per il formaggio lavorati a mano dal pastore .
Frascineto 1963 . Troiano Felicetta versa il latte dal biconciolo dentro la caldaiadi rame filtrandolo nel recipiente , tenuto a mano da Bellusci Caterino.